Madrid, 9 giugno 2026 – Dopo le tappe di Berlino e Parigi, il tour 2026 di The Italian Show ha fatto tappa nella capitale spagnola per la sua terza edizione madrilena, confermando la vocazione del progetto ideato e sviluppato da I Love Italian Food: promuovere l’autentica cucina italiana nel mondo costruendo relazioni concrete con i professionisti dei mercati locali. Negli spazi di Próxima Estación si sono riuniti oltre cinquecento operatori del settore Ho.Re.Ca. – chef, ristoratori, pizzaioli, distributori, produttori e stampa specializzata – per una giornata intensa di formazione, confronto e degustazioni dedicata al Made in Italy.

L’edizione madrilena, organizzata insieme alla Federazione Italiana Cuochi in Spagna e in collaborazione con FACYRE, la federazione dei cuochi e pasticceri spagnoli, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Madrid, di ICE – Italian Trade Agency e del Com.It.Es Madrid, rappresenta in modo emblematico il metodo di lavoro di I Love Italian Food: non un evento calato dall’alto, ma una piattaforma costruita con l’ecosistema professionale del Paese ospitante. Sul palco e in platea la cucina italiana ha dialogato alla pari con il mondo della ristorazione, dell’hôtellerie e della sommellerie spagnola, in un mercato – quello iberico – dove la gastronomia italiana vive una fase di straordinaria espansione e maturità.

Talks: hospitality, format vincenti e la nuova generazione di pizzaioli

La sala Talks ha riunito alcune delle voci più influenti della ristorazione contemporanea. Nella sessione dedicata alla ristorazione negli hotel come asset strategico si sono confrontati Paolo Casagrande, chef del Lasarte Restaurant (tre stelle Michelin), Mar De Miguel, vicepresidente esecutiva dell’Associazione degli Albergatori di Madrid, Giuseppe Vincelli dell’Hotel InterContinental Madrid e Andrea Tumbarello, fondatore di Don Giovanni. Un dialogo italo-spagnolo che ha messo in luce come la gastronomia sia ormai uno dei principali fattori di scelta per il viaggiatore e una leva di posizionamento e redditività per il settore alberghiero: Casagrande ha ricordato la trasformazione radicale vissuta dai ristoranti d’hotel nell’ultimo decennio, De Miguel ha sottolineato il ruolo dell’offerta gastronomica nella crescita turistica di Madrid, mentre Tumbarello ha indicato nella cura del talento umano una delle sfide più urgenti del settore.

Grande interesse anche per il talk sui format vincenti della ristorazione contemporanea, con Ciro Cristiano (Baldoria e Beata Pasta), Fabrizio Polacco (Grosso Napoletano) e Anna Contri (Italian Fooding). Al centro del confronto, l’equilibrio delicato tra crescita e qualità: la convinzione condivisa è che l’espansione di un brand non debba mai compromettere il prodotto, se esiste una reale scelta di eccellenza. Polacco ha insistito sulla necessità di costruire marca e prodotto in parallelo, mentre Contri ha ricordato che l’immagine può portare il cliente la prima volta, ma è l’esperienza vissuta a farlo tornare.

A chiudere la programmazione, il confronto sulla nuova generazione di pizzaioli in Spagna con Gennaro Arrichiello (La Regina) – vincitore della Miglior Pizza Napoletana 2026 al Campionato di Spagna delle Pizze Gourmet –, Eric Ayala (Il Figlio di Emiliano) e Mario Vicedomini (Pizzeria Malocchio). I tre hanno raccontato una professione sempre più specializzata e riconosciuta, in un Paese dove il consumatore mostra una crescente attenzione per ingredienti e processi di lavorazione e dove la pizza napoletana è ormai entrata nella cultura gastronomica quotidiana.

Tasting e Pizza Show: il dialogo tra le culture al centro

Il filo conduttore dell’incontro tra cucina italiana e professionalità spagnole ha attraversato anche i momenti dimostrativi. Massimiliano Delle Vedove, executive chef dello Smoked Room by Dani García (due stelle Michelin), insieme a Luis Baselga, Miglior Sommelier di Spagna 2026, ha esplorato il cosiddetto abbinamento molecolare, mostrando come chef e sommelier costruiscano insieme l’esperienza gastronomica a partire dai piatti reali del ristorante – a cominciare dall’Espardeña alla brace con shiso verde – e come ogni vino possa amplificare, equilibrare o trasformare la percezione finale di un piatto.

Emiliano Celli (Granduke Madrid) ha rivendicato il valore del quinto quarto e della cucina del recupero, mettendo in dialogo le tradizioni popolari italiane e spagnole in una dimostrazione che ha messo in comune ricette, tecniche e filosofie gastronomiche a lungo relegate ai margini della ristorazione di qualità. L’incontro a quattro mani tra Julio Zhang (Soy Kitchen) e Davide Bonato (Gioia) ha invece usato l’universo del dim sum come punto di partenza per raccontare le connessioni sorprendenti tra le culture culinarie cinese e italiana: una pasta ripiena con gamberi, guanciale e pomodoro caramellato, cotta al vapore invece che in acqua. «I loro dim sum sono i nostri ravioli», ha sintetizzato Bonato in una sessione che ha coniugato creatività, rigore e – quando i due chef hanno annunciato di voler esplorare una pizza dai sapori asiatici – un pizzico di curiosità irresistibile.

Sul fronte pizza, Ciro Cristiano e il team di Baldoria hanno approfondito le chiavi della pizza napoletana contemporanea, con una riflessione sul valore delle persone dietro ogni impasto: «Senza passione, la pizza sarebbe solo farina, acqua, sale e un po’ di lievito.» Massimiliano Saieva (Roman Pizza Lab) ha analizzato l’evoluzione internazionale della pizza romana al taglio, rivendicando un ritorno all’autenticità e portando in scena la sua emblematica pizza baciata ripiena di porchetta e provola affumicata. I fratelli Mattias e Gioel Demaio, dal loro ristorante di Bilbao, hanno invece mostrato dal vivo la pizza romana sottile e croccante, frutto di una fusione rigorosa tra ingredienti italiani e baschi che racconta come il rispetto per il prodotto possa attraversare i confini senza perdere identità.

Un’unica giornata, una comunità

A chiudere l’edizione madrilena, la prima consegna in Spagna dei Premi 100% Italiano, promossi dall’Istituto 100% Italiano per riconoscere chi contribuisce a preservare e diffondere l’autentica cultura gastronomica italiana fuori dai confini nazionali: 38 ristoranti e pizzerie della Comunità di Madrid e sei nuovi Ambasciatori 100% Italiano. (Leggi l’articolo dedicato.)

Con la tappa di Madrid, The Italian Show conferma il proprio ruolo di piattaforma professionale capace di generare relazioni durature tra le imprese del Made in Italy e gli ecosistemi gastronomici locali. In Spagna questo dialogo ha trovato una forma compiuta: italiani e spagnoli sullo stesso palco, a raccontare insieme una cucina che è eccellenza produttiva, ma soprattutto linguaggio condiviso, capace di creare connessioni, valorizzare competenze e costruire comunità.

The Italian Show – Madrid è un progetto di I Love Italian Food, organizzato dalla Federazione Italiana Cuochi in Spagna, in collaborazione con FACYRE. Con il patrocinio di: Ambasciata d’Italia a Madrid, ICE – Italian Trade Agency, Com.It.Es Madrid. Partner: Istituto 100% Italiano, Marcas de Restauración, Accademia Italiana della Cucina. Sponsor: Mulino Caputo, Granterre, Latteria Sorrentina, Lurisia. Partner tecnici: Aeternum, EffeUno, Giannini, Izzo, Mammafiore, Mapfre e Zorzi.