Il 23 marzo, a New York, gli spazi di Refettorio Harlem by Massimo Bottura si sono trasformati in un luogo di incontro autentico tra cultura italiana e impegno sociale. “Harlem Loves Italian Food”, inserito nel programma Chef’s Lab 2026, non è stato solo un evento gastronomico, ma un gesto concreto a sostegno delle attività del Refettorio, ogni giorno impegnato a offrire pasti dignitosi a chi si trova in difficoltà.
Al centro dell’esperienza, una brigata d’eccezione formata da alcuni membri dell’Associazione Culturale Istituto 100% Italiano, che ha portato in cucina una visione precisa: raccontare l’Italia attraverso piatti accessibili, identitari e profondamente coerenti con i valori del progetto. Accanto a Silvia Baldini, gli chef Roberto Caporuscio, Luigi Speranza, Raffaele Solinas, Silvia Barban, Damiano Rosella e Graziella Caporuscio hanno costruito un percorso gastronomico capace di unire tecnica, memoria e senso di responsabilità.
Il menu si è aperto con i sapori diretti e conviviali degli antipasti: dalla caponata siciliana alle croccanti sfere di Parmigiano Reggiano con Aceto Balsamico di Modena IGP, fino a una selezione di salumi e formaggi accompagnati da focaccia e specialità napoletane. Un inizio che dichiarava subito l’intento della cucina: essere riconoscibile, generosa, inclusiva.
Tra i piatti più significativi, la pasta mista con provola e patate ha incarnato perfettamente lo spirito del Refettorio. Un piatto povero della tradizione napoletana, nato per recuperare ciò che c’era in dispensa, reinterpretato con rispetto e consapevolezza. Una scelta non casuale, ma profondamente legata ai valori del progetto Food for Soul: lotta allo spreco alimentare, sostenibilità e dignità del cibo. Accanto, gli agnolotti di Silvia Barban, con ricotta e peperone verde, burro nocciola e nocciole, hanno aggiunto una nota più contemporanea senza perdere il legame con la tradizione.
Il secondo piatto, firmato da Silvia Baldini, ha portato in tavola un equilibrio elegante tra comfort e raffinatezza: pollo al Marsala con tartufo nero, accompagnato da purè di cannellini, piselli, cipolle in agrodolce e un’insalata fresca di cavolo rosso, mela e cumino.
Il finale è stato affidato a una chiusura scenografica e generosa: dalla torta di meringa flambé preparata al momento da Raffaele Solinas alla tradizionale torta “Polacca” di Graziella Caporuscio, fino ai grandi classici della pasticceria italiana come tiramisù e caprese.
Più che una semplice esperienza culinaria, l’evento ha restituito il senso profondo del lavoro portato avanti dal Refettorio Harlem, parte del progetto Food for Soul fondato da Massimo Bottura e Lara Gilmore. Un modello in cui il cibo diventa strumento culturale e sociale, capace di generare valore, creare comunità e rimettere al centro la dignità delle persone.
In un quartiere come Harlem, storicamente crocevia di culture e identità, la cucina italiana ha trovato una nuova forma di espressione: meno celebrativa, più consapevole. Un linguaggio universale, fatto di ingredienti semplici, gesti concreti e visione. È qui che l’Istituto 100% Italiano ha dimostrato, ancora una volta, il proprio ruolo: non solo promotore di eccellenze, ma interprete contemporaneo di una cultura capace di evolversi senza perdere autenticità.
Un esempio concreto di come tradizione, sostenibilità e solidarietà possano convivere, trasformando un momento conviviale in un messaggio potente e attuale.
L’evento “Harlem Loves Italian Food” è stato supportato da House of Made in Italy e dai suoi sponsor: Agriform, Mulino Caputo, Casa Modena, Ciao Il pomodoro di Napoli, Filicori Zecchini, Acetaia Giusti, Granterre, Lurisia, Monini, Parmareggio, Mionetto, Effeuno, Il Newyorkese, Marino PR, La Gazzetta dello Sport, Modalita, Manikomio Dsgn e Istituto 100% Italiano.
Si ringraziano per il prezioso supporto anche: Pastificio Liguori, Sabatino Tartufi, Latteria Sorrentina, Petroio.
